martedì 20 gennaio 2009

Sul colle di Lizzano...


Poco lontano dalla città di Cesena, sulla collina di Lizzano, dove dall’alto si vede il mare illuminare l’orizzonte, le parole dalle contessa Silvia Pasolini Zanelli a Giosuè Carducci ricreano un mondo, uno scenario nel quale ci si sente rapiti.
Tra le rughe degli alberi secolari, lungo le pieghe dei vigneti, i sentimenti che ancora sibilano nel vento sfiorano la nostra pelle, vi aderiscono, penetrano fino al cuore facendolo vibrare di commozione. Così, quando si passeggia per i viali del parco di Villa Silvia, non si può fare a meno di ripensare a chi prima di noi calcò quel terreno, ascoltò quei fruscii, fu accarezzato dalle brezze, spinse il suo sguardo lontano, dalle campagne fino al mare, cogliendone sensazioni, ricavandone rassicurazione, conforto e serenità.

Così Silvia scrive:

" Lizzano, 3 luglio 1904. Carissimo Senatore, siamo quassù Barberina ed io; ma la compagna delle Sue passeggiate mattutine appare smarrita e alla “ fata ” la bianchezza non vale contro l’ombra nera della sua lontananza. E’ vero che Lizzano vibrante della passata vita ci consola, serbando tra i freschi soffi mormoranti dei venti marini il suono dei gentili colloqui, e tra le sue fragranze, come i balsami degli Antichi per proteggere grazie e memorie, raccolta e accarezzata l’anima Sua. Così l’illusione ci pasce; e che altro è la vita umana? Ma quanto lontana e diversa questa illusione sia pur essa di sentimento, dall’immagine vera sensibile ch’io ricerco![…]

Silvia

1 commento:

  1. "L'ospitalità rende leggeri. L'ospitalità è un'intesa silenziosa. Davvero ospitale è, in fondo, l'attesa. Non chiedere la strada a chi la conosce, ma a chi, come te, la cerca. Non so chi tu sia, ma so che mi somigli: ma non è per questa somiglianza che mi sei caro, è perché non hai ancora un nome… Ospitalità: un nome di dieci lettere è il suo territorio. Abbi cura di ognuna di esse".
    (da Rovatti, Abitare la distanza, Feltrinelli)

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